I gatti delle scuole Del Chiaro di Viareggio continuano sornioni a trascinarsi con l’aria accaldata nel cortile della scuola elementare. Ignari che su di loro pende un’ordinanza comunale che vuole sfrattarli dal loro posto preferito. Ma – come si legge nell’edizione online de `Il Tirreno´ – c’è tutta la possibilità che i mici non se ne vadano perché la Lav, la lega anti-vivisezione, incaricata dal Comune di spostare la colonia e di sterilizzarla, lascia intendere di non essere intenzionata a eseguire gli ordini dell’amministrazione presi sulla base dei risultati di un sopralluogo dell’Asl.

Gli animalisti insorgono: «Una scelta basata sul nulla, nessun rischio di malattie». «Non abbiamo ancora spostato i gatti», dicono dall’ufficio lucchese dell’associazione contattato direttamente dal Tirreno. Alla domanda diretta riguardo all’intenzione di prendere i gatti dalla scuola di via Cairoli e portarli alla Sottostazione elettrica di via Burlamacchi la Lav prende tempo e non si sbilancia: «Non possiamo ancora dare una risposta sul cosa faremo – dicono testualmente – valutiamo se uscire direttamente con una posizione ufficiale entro la prossima settimana».

Gli animalisti invocano infatti, come aveva fatto la Lega del Cane nei giorni scorsi, la legge regionale secondo la quale «i gatti in libertà infatti possono essere spostati solo per gravi necessità delle colonie». C’è da dire che il Comune non ha fatto altro che dare seguito a un’indicazione dell’Asl. I dipendenti dell’azienda sanitaria erano stati a fare alcuni sopralluoghi al giardino della scuola e avevano rintracciato soltanto tre mici, i peli sulla panchina e del cibo.

L’Asl ha comunque ritenuto che «i luoghi non fossero adatti» alla convivenza con i bambini. Da lì era nata l’ordinanza, il clamore sui social network per lasciare in pace i gatti storici della scuola Del Chiaro e le reazioni degli animalisti. Adesso – riporta ancora Il Tirreno – la stessa associazione incaricata di spostare i gatti sembra non voler dare esecuzione all’ordine del sindaco. Questo potrebbe, in linea teorica, innescare nuove polemiche e costringere l’amministrazione ad affidare ad altri la rimozione. Così, quella che si sta rivelando una nuova storia animalista in stile viareggino, rischia di avere strascichi ulteriori.

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