Un ciclista era in giro in bicicletta quando si è imbattuto in un gattino. Appena il piccolo soriano l’ha visto, è subito corso verso di lui per chiedergli aiuto. A raccontarlo dalla Turchia Özgür Nevres che due settimane fa si era messo in sella per una sessione di allenamento: il suo piano era di andare in aeroporto e poi di tornare al campus della Bosphorus University, dove lavora. «Quando ho raggiunto l’aeroporto, che si trova a circa 50 km da casa, mi sono fermato a fotografare gli aerei in atterraggio – ha scritto Nevres sul suo blog -. Mi sono guardato intorno e ho visto un adorabile gattino correre verso di me, piangendo, aveva circa quattro settimane e sembrava molto affamato. Non potevo lasciarla lì». 

Nevres ha deciso di prendersi cura di lui e procurargli del cibo, ma era troppo lontano per portarlo in un negozio o una casa. «Stava chiedendo aiuto … Ho deciso di portarla all’università del Bosforo».

 

All’inizio era preoccupato che il gattino potesse cercare di scappare, ma lasciare il gattino “in mezzo al nulla” senza cibo e acqua gli avrebbe dato poche possibilità di sopravvivere. Così ha preso il piccolo e l’ha infilato con cura e delicatezza nella sua maglia e ha iniziato lentamente a pedalare. «Sorprendentemente, non aveva paura, gli piaceva anche il viaggio, ha tirato fuori la testa dalla mia maglia e ha iniziato a guardarsi intorno» scrive nel blog.

Il gattino sembrava molto contento di essere con lui e non ha pianto per tutto il viaggio come se sapesse che l’avrebbe portato da qualche parte al sicuro. Quando è tornato al campus, si è fermato a prendergli del cibo. Ma voleva fare di più: voleva trovare al piccolo una casa per sempre così non avrebbe più bisogno di preoccuparsi di cibo e riparo.  Il giorno dopo, è andato online e ha iniziato a cercare una potenziale famiglia per il gattino. «In poche ore ho ricevuto una telefonata: per farla breve, questo adorabile gattino ora ha una amorevole famiglia». 

Non è la prima volta che Nevres salva animali e cuccioli che avevano bisogno di aiuto: «Ci sono molti gatti (e anche cani) nell’Università del Bosforo, che a volte vengono nel nostro ufficio come ospiti e io faccio tutto il possibile per renderli felici e nutriti».

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