C’è l’hotel a 5 stelle, la casa di vacanza (per i cani) con piscina ma anche il motore di ricerca (www.petme.it) per trovare il cat sitter ritagliato a misura del nostro micio. Internet è senza dubbio un salvagente per chi andrà in ferie e non potrà portare con sé il fedele amico a quattro zampe. Ma la ricerca della pensione deve seguire alcune regole, la prima delle quali è non avere fretta. Soprattutto se per cani e gatti è una prima volta. Premesso che l’opzione ideale (per loro) è stare con il proprietario, e che i gatti gradiscono non abbandonare la propria tana — «cerchiamo un amico o un portinaio disponibile ad andare a casa nostra per dare la pappa al gatto e cambiare la sabbietta» suggerisce la veterinaria Cristina Crosta —, è buona norma fare dei test quando si cerca la pensione.

La verifica sul campo

In conto vanno messi, oltre alla verifica sul campo, due o tre giorni per l’«inserimento ambientale» e una spesa minima di 10 euro (se micio), da 20 a 25 (se cane) al giorno per la «cuccia». Test ripetuti, quando è possibile, così da verificare se, per esempio, i pasti sono personalizzati e le sgambate mattina e sera sono garantite. A scelta fatta, ricordarsi di prenotare è un’altra regola d’oro. La pensione, suggeriscono gli esperti, può essere un ottimo strumento per chi non può portare in vacanza con sé cane o gatto. Il segreto del successo «sta anche nell’abituare gli animali sin da piccoli». Siate dei segugi: controllate che la struttura abbia le autorizzazioni sanitarie e del Comune, che il titolare e chi vi lavora abbiano i requisiti professionali ed esperienza, che la pensione sia convenzionata con un veterinario. Per la visita sul campo usate tutti i sensi: osservate la pulizia delle gabbie, che devono essere ampie (non solo per i cani) e attenzione agli odori; si badi che ci siano ripari adeguati dal sole e dalle intemperie.

Rimedi contro lo stress

«Importante — aggiunge Manuela Michelazzi, medico veterinarioesperta in comportamento — è garantire almeno un parziale mantenimento delle abitudini dell’animale, orari d’uscita, momenti di interazione, portare con sé la sua cuccia e una maglietta con il vostro odore, anche i giochi, e informarsi bene sul cibo, perché talvolta è utile poter non cambiare le abitudini alimentari». Con i gatti occorre fare ancora più attenzione, aggiunge Crosta. Anche il cambio della lettiera può causare stress. E la casa delle vacanze dovrà essere a prova di fuga, meglio se lontana da strade e con balconi e terrazzi protetti da reti. Ci sono infine segnali ai quali si deve fare attenzione per capire se la pensione stressa il pet: l’inappetenza, per esempio. «Il cane può stare a digiuno per qualche giorno senza grossi problemi — precisa Michelazzi — ma non il gatto». Soprattutto, conclude Crosta sempre in riferimento ai felini, «lo spazio dedicato deve essere grande da permettergli di muoversi e saltare, il box ideale è quello coperto, recintato e con ripiani, le pareti confinanti con quelle che ospitano altri mici devono essere chiuse, così da non vedersi l’un l’altro». Se è abituato a stare solo è bene che lo resti anche in pensione. Cambiare territorio sarà per lui una prova molto più difficile che per un cane.

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fonte: corriere.it

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