Avete trovato un cucciolo di animali selvatici? Ecco come comportarvi

I comportamenti dell’uomo alcune volte si dimostrano dannosi nei confronti delle creature che si vorrebbero aiutare. Ecco allora una guida con i consigli utili da adottare in caso di ritrovamento di un cucciolo di animali selvatici.
animali selvatici

E’ facile che possiate imbattervi in un animali selvatici che potrebbero sembrare abbandonati, o in difficoltà.

In realtà sono solo dei giovani o piccoli in allattamento che attendono il ritorno dei genitori rimanendo nascosti e immobili, unica loro forma di difesa contro eventuali predatori.

Le madri di cervo e capriolo, ma anche quelle di molte altre specie animali, utilizzano i prati, il sottobosco o le siepi per nascondervi i cuccioli in allattamento e poi andare ad alimentarsi più lontano evitando, così, di richiamare, con la loro presenza, eventuali predatori che potrebbero catturare i cuccioli.

Quando scorgete un piccolo di qualsiasi specie, immobile e acquattato osservatelo e godete della sua bellezza e tenerezza, ma non toccatelo a meno che non sia gravemente ferito o posto in un sito pericoloso come, ad esempio, in mezzo a una strada. Nel qual caso è opportuno spostarlo semplicemente di pochi metri facendo in modo che la madre lo possa ritrovare facilmente ed evitando al contempo eventuali incidenti.

Allontanandosi dal luogo del ritrovamento senza accarezzarlo, permetterete ai genitori che vi hanno scorto di ritornare dal loro piccolo, ma soprattutto eviterete che lo abbandonino definitivamente a se stesso, sentendo il vostro odore su di lui.Solo così scamperà a morte sicura.

LA MAMMA ASPETTA CHE L’UOMO SI ALLONTANI PER POTER RAGGIUNGERE IL SUO PICCOLO Se lungo le strade, i sentieri o in mezzo ai prati, vi imbattete in piccoli di animali selvatici apparentemente bisognosi di cure, ecco cosa è importante sapere:

  • Per gli animali selvatici, il posto migliore in cui vivere ma anche in cui morire è il loro habitat naturale. Questo significa conoscerli e rispettarli.
  • I mammiferi come il cervo, il capriolo, il daino, e la lepre  non hanno una tana in cui partorire i piccoli e non formano nuclei familiari in cui la prole è sempre a contatto con i genitori. La madre li accudisce e alimenta ad intervalli regolari, per allontanarsi subito dopo, in modo da non attirare i predatori sul luogo in cui è nascosto il proprio piccolo.
  • Alcuni uccelli abbandonano spontaneamente il nido (es, civette, allocchi, allodole, spioncelli…), quando ancora non sanno volare, pur essendo ancora seguiti ed alimentati dai genitori.
  • I nidiacei e i cuccioli sani devono essere lasciati nel luogo di ritrovamento (senza toccarli ed accarezzarli), a meno che non si sia certi della morte dei genitori o di un pericolo incombente.
  • I nidiacei, se possibile, riposizionateli velocemente nel nido o su di un ramo. I genitori continueranno a nutrirli, di notte, quando ve ne sarete andati.
  • I cuccioli, solo se in grave pericolo, spostateli in un luogo protetto poco distante da dove l’avete trovati e possibilmente, senza toccarli con le mani nude.
  • Tenete il vostro cane al guinzaglio durante le passeggiate in natura, soprattutto da aprile a luglio.
  • Gli uccelli e i mammiferi selvatici sono specie protette e appartengono al patrimonio dello Stato (L 157/92, Direttive Internazionali).

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Fonte: corrierequotidiano

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