Il primo gatto nello spazio si chiamava Félicette, ed era una gatta randagia di Parigi. Qui di seguito vi racconteremo la sua incredibile storia, permeata di tristezza e rabba.

IL LANCIO. Era il 18 ottobre 1963 quando la gatta fu issata in cima a un razzo Véronique AG1 in Algeria e spedita a 157 km di quota, dove sperimentò per 5 minuti l’assenza di peso. Il razzo raggiunse una velocità di 6 volte quella del suono e il micio sperimentò un’accelerazione di 9,5 g prima di essere paracadutato sano e salvo sulla Terra dopo un quarto d’ora.

Il lancio serviva a sperimentare gli effetti dell’assenza di gravità sugli animali: alla gatta, almeno durante la missione, andò meglio che a Laika e divenne anche una celebrità, ma fu anche presto dimenticata – al contrario di molti altri suoi “colleghi” astronauti a 4 zampe (vedi sotto, Sette pionieri astronauti).

 

Il primo gatto nello spazio

Félicette di rientro sulla Terra.

 

DURO ALLENAMENTO. La gatta aveva seguito un duro addestramento ai voli spaziali con altri 13 felini, sottoposti ad allenamenti nelle centrifughe come quelli degli astronauti umani, mentre la loro attività neurologica veniva monitorata con speciali elettrodi. Secondo i bene informati fu infine scelta per il suo temperamento tranquillo, ma c’è chi dice che sia stato soltanto perché gli altri gatti avevano messo su troppo peso.

Altre fonti insinuano che Félicette fosse l’equipaggio di backup di un gatto maschio, Felix, misteriosamente fuggito il giorno del lancio. In realtà Felix non è mai esistito: la pioniera del volo felino fu proprio una gatto.

IL RITORNO. Si narra che la gatta tornò sulla Terra in perfetta salute. Tuttavia, dopo qualche mese di test in laboratorio, venne soppressa per ulteriori studi. In pochi si ricordano di lei, così un pubblicitario ha deciso di fare una raccolta fondi per realizzarle una statua commemorativa. Crediamo proprio che Félicette meriti di essere ricordata e commemorata. E voi cosa ne pensate?

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fonte: focus – lastampa

 

One thought on “Il primo gatto nello spazio: la storia di Félicette”

  1. Non condivido nessun tipo di esperimento sugli animali per qualsiasi fine,per cui questa storia mi causa solo tristezza anche perché poi la fine si conclude con la soppressione della gatta per altri esperimenti. Gli animali come gli esseri umani più deboli e non protetti devono sempre soccombere alla crudeltà dei più potenti. Una vera ingiustizia

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