Una tendenza radicata da tempo ma ormai superata, come dimostrano le statistiche, è quella di considerare i cani come animali domestici tipici degli uomini e i gatti più adatti alle donne. Eppure qualcosa sta cambiando, un po’ in tutto il mondo. 

Altro che ‘gattare’, i mici iniziano a spopolare tra gli uomini, specialmente single. All’apparenza, infatti, il gatto è un animale meno impegnativo del cane, anche grazie alla sua indipendenza e a quella sfuggevolezza misteriosa, tipica dei felini domestici.

Nel Regno Unito, anche grazie all’esempio di vip come Ed Sheeran, la maggioranza dei proprietari di gatti sono uomini. La tendenza sembra in fase di inversione anche in Italia anche se, come riporta il CorSera, a differenza dei sudditi di Sua Maestà noi non abbiamo obbligo di microchip per i gatti. A stimare la popolazione felina d’Italia è stata l’Assalco (l’associazione imprese per alimentazione e cura animali da compagnia), che sostiene che i gatti italiani sono 7 milioni e mezzo, contro i 6 milioni e 900 mila cani. 

Va detto, comunque, che avere un gatto non è un impegno meno gravoso di possedere un cane. I veterinari mettono in guardia: «Hanno un’ottima memoria e, come i cani, si affezionano alle persone e non alla casa. I gatti però vanno intrattenuti e curati, per esempio hanno bisogno di giocare almeno quattro volte al giorno».

 

fonte: leggo

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