Chi ha paura del gatto nero? Ancora molti, purtroppo.

Perché se c’è stato bisogno di istituire una giornata per festeggiare questi bellissimi felini, il Black Cat Day, che, da 13 anni, cade il 17 novembre, vuol dire che le superstizioni che li riguardano sono ancora fortemente radicate, non solo nei detti popolari che favoleggiano di arcani legami con streghe e riti misteriosi, ma anche nella vita quotidiana di oggi.

Eppure, questa pantera in miniatura, «custode antico di ogni sguardo», per dirla con Rainer Maria Rilke, è una creatura docile capace di grandi slanci d’affetto, come qualsiasi altro suo simile.

Affascinante, misterioso, che abbia gli occhi gialli, i più comuni, verdi o copper cop, una sfumatura intensa (e rara) che ricorda l’ambra, il gatto nero da sempre affascina artisti e poeti.

È nero, ad esempio, il gatto che fa compagnia alla scandalosa Olympia, la prostituta protagonista del celebre dipinto di Manet, così come Felix the Cat, il primo felino cartoon della storia. Creato nel 1919 da Pat Sullivan e Otto Messmer, ha un carattere gioviale e amichevole, sebbene (ovviamente) muto.0ff92270-f77d-496f-84cb-d01798e2b1c1

                                                   (Felix The Cat)

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                                              (Olympia - Manet - 1863 - Parigi)

Anche le star non hanno mai fatto mistero di amarli. Famosa una foto di Marlon Brando datata 1950 che bacia il suo gatto nero europeo, mentre in tempi più recenti è stata la volta della modella Irina Shayk, stretta a un cucciolo nero in cerca di una famiglia.

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                 (Marlon Brando e il suo gatto – 1955)

 

Quello che non tutti sanno è che il nero un colore molto difficile da trovare. I gatti comuni europei hanno spesso il pelo nero sfumato di rame, o bianco. Il nero puro è una caratteristica del gatto di razza Bombay, un incrocio tra l’americano a pelo corto e il burmese, di origine Birmana e Thailandese.

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I gatti neri sono frutto di una mutazione genetica. In loro domina un gene recessivo che “sopprime” le striature caratteristiche dei gatti di tipo tabby, i più comuni in assoluto nelle nostre città, di qualunque colore siano. Fateci caso se avete dei cuccioli neri: nella maggior parte dei casi le striature sono ancora visibili.

Più che il pedigree conta l’amore. Il gatto nero, come tutti i suoi simili, lo ricambia sempre.

 

fonte: vanityfair

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