Scaldarsi al sole quando è bel tempo, trovarsi un angolino riparato senza recriminare quando fuori piove. Dormire, mangiucchiare qualcosa, fare stretching, trovare una mano disposta alla carezza, concedersi un pisolino, uno dei tanti,lavarsi, perdersi nell’inseguimento di una pallina e stancarsi quel tanto che basta per aver voglia di riaccoccolarsi. Lasciare che lo sguardi vaghi intorno senza un perché.

È la vita dei gatti che tutti primo o poi abbiamo invidiato. E che possiamo provare a imitare per stare meglio.
«Dio ha creato il gatto per dare all’uomo il piacere di accarezzare la tigre», dice Giorgio Pirazzini, citando un aforisma del veterinario-scrittore Fernand Méry che sintetizza poeticamente i benefici della pet therapy tradizionale: «In sostanza, il potere taumaturgico che deriva dall’accarezzare un gatto, il piacere rilassante di sentirne il pelo morbido e profumato sotto le dita».

Nel suo romanzo, intitolato Gattoterapia (Badini & Castoldi, pagg. 213, 15 euro), Pirazzini, però, si spinge oltre e suggerisce una nuova terapia, che definisce «totemica» per trarre il massimo benessere dalla convivenza con un felino. Ovvero assumendone «gli aspetti che più ci piacciono: il distacco, la sensualità, l’eleganza. Non c’è animale al quale vorremmo assomigliare di più, in cui vorremmo poterci reincarnare. Molti amano i cani, ma chi vorrebbe essere tenuto al guinzaglio?».

In attesa di andare a comprare coda e orecchie, tenete conto che anche solo la lettura di libri a tema felino può avere i suoi benefici.

Pirazzini ne suggerisce due: Il gatto in noi di William Burroughs e Io sono un gatto di Natsume Soseki, «in cui un felino racconta con sguardo disincantato la vita del proprio padrone, un punto di vista tenero e spietato».

Noi ne aggiungiamo un terzo, appena pubblicato: La religione gattolica di Daniela Maddalena (Sperling & Kupfer, pagg. 177, 12 euro) in cui vengono scherzosamente elencati tutti i possibili culti gattofili di cui diventare adepti. Ma, al fondo dei quali, il messaggio-comandamento è sempre lo stesso: «Ama il gatto tuo come te stesso, così impari ad amarti. Se non ci riesci, prendi un gatto e impara da lui».

 

fonte: vanityfair

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