Non sempre è facile capire se il nostro gatto sta male. In questo articolo vogliamo raccogliere i principali sintomi che indicano uno stato di malessere nel gatto.

VOMITO

Il vomito (espulsione del contenuto gastrointestinale) può avere molte cause e non va confuso col rigurgito (espulsione di un corpo estraneo).

Talvolta, la causa è un semplice colpo di freddo, un pasto troppo frettoloso o il digiuno. In questi casi, il vomito è un meccanismo di difesa e non necessita di cure farmacologiche.

Il vomito però non deve essere sottovalutato perché può segnalarci la presenza di una patologia acuta o di un’ infezione, soprattutto in concomitanza di altri sintomi (febbre, calo ponderale). Particolare attenzione dobbiamo prestare al vomito biliare (espulsione di bile dallo stomaco), dovuto ad un probabile calo della motilità gastrica. I conati si manifestano quando l’animale è a stomaco vuoto, in genere al mattino presto o alla sera tardi.

DIARREA 

La diarrea è l’espulsione di feci di consistenza alterata, con una frequenza maggiore dalla norma. È dovuta all’aumento di secrezioni per l’incapacità dell’intestino tenue di assorbire le sostanze nutritive.

Le origini della diarrea possono essere di varia natura: alimenti inquinati, pasti troppo abbondanti, intolleranza ad alcuni componenti del cibo (es. lattosio), ad alcuni farmaci e composti tossici, infezione da parte di virus e parassiti.

Quando si manifesta in maniera improvvisa ed è di breve durata si parla di diarrea acuta. Se, invece, si ripete in maniera ricorrente da più sette giorni, si parla di diarrea cronica (interessa sia l’intestino tenue che l’intestino crasso).

Quando la diarrea si presenta come molto lucida, schiumosa e galleggiante, può essere che il gatto sia affetto da giardiasi.

In ogni caso, è importante far svolgere al nostro veterinario tutte le analisi e i test diagnostici (analisi delle feci, urine, test di malassorbimento intestinale) per scoprire la vera causa e curare correttamente il nostro animale.

PRURITO

L’atto del grattarsi, se irrefrenabile e protratto, comporta la comparsa di un danno cutaneo che aggrava la condizione infiammatoria e di conseguenza il prurito.

Quali possono essere le cause del prurito cronico?

  • Parassiti (ad esempio, pulci e acari)
  • Infezioni batteriche e micotiche
  • Allergie, ad esempio, alimentari, ambientali, da morso di pulce, e/o da contatto (ad es., tappetini di gomma, collari antipulci, detergenti per tappeti)
  • Patologie degli organi
  • Disfunzioni ormonali (ad es. ipotiroidismo)

Per poter aiutare l’animale in modo efficace è necessario eseguire una visita clinica approfondita, in quanto le terapie da prescrivere variano notevolmente in base alle cause individuate. A seconda della malattia concomitante, potrebbe essere sufficiente sottoporre il paziente a un trattamento dei parassiti per eliminare il prurito. In altri casi, è necessaria la somministrazione di farmaci per un periodo di tempo più lungo per migliorare lo stato di salute e la qualità di vita del cane e del gatto.

Infatti, per salvaguardare la salute dei nostri animali è sempre comunque bene rivolgersi al veterinario di fiducia che, dopo un attento esame clinico, ci darà le giuste indicazioni terapeutiche.

 

Fonte: malattiedeigatti

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