Avere un gatto ti porta ad interrogarti sui grandi misteri dell’esistenza: cosa si nasconde nel buio per farlo correre terrorizzato per casa alle tre di mattina? Perché nel tuo aspirapolvere tu vedi solo un pratico elettrodomestico e lui un mostro diabolico? E sopratutto: perché smette di mangiare il suo cibo preferito quando tu ne hai appena ordinata una tonnellata perché c’era l’offerta su Internet?

Ecco le cose strane che il tuo gatto fa:

1. Puoi spendere centinaia di euro per compare al tuo gatto tiragraffi e giochi vari, trasformando casa tua in una specie di palestra per felini, ma lui si farà sempre le unghie sul divano, dormirà sul tuo stomaco e troverà sempre più divertente giocare con pezzi di carta che trova per casa.

2. Quando stai mangiando, emette miagolii strazianti come se non mangiasse da tre settimane, guardandoti con uno sguardo allucinato.

3. Si mette a correre terrorizzato da un capo all’altro della stanza, travolgendo tutto quello che trova. Senza nessun apparente motivo. Alle tre di mattina.

4. Puoi avere un gatto o delle piante d’appartamento. Non tutti e due.

5. Quando finalmente ti decidi a guardare sotto al divano scoprirai tutta una galassia di oggetti che credevi spariti in un buco nero. Indovina chi ce li ha portati.

6. Una scatola, non importa di quali dimensioni o materiale, è sempre il posto migliore dove sedersi.

7. Quando finalmente ti decidi a compare in offerta su Internet un quintale del suo cibo preferito a lui smette improvvisamente di piacere.

8. Torni a casa alla sera e sembra il gatto più pacioso e coccolone del mondo: si struscia contro le tue gambe fa, le fusa. Lo accarezzi sulla schiena, lui si gira e ti azzanna. Poi scappa via indignato. Tre minuti dopo torna: e sembra il gatto più pacioso e coccolone del mondo…

9. Quando miagola tu ti senti in obbligo di rispondere con un ‘’cosa c’è?’’

10. Quando tu sei in bagno, impegnato in attività di alto concetto, lui è li. Davanti a te. E ti fissa con aria giudicante.

E voi? Riconoscete i punti sopra elencati?

 

Fonte: Caffemagazine

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