Chi di noi non si è mai ritrovato parlare con il proprio gatto?

Ogni proprietario di gatto che si rispetti è convinto che il proprio felino comunichi con lui, anzi che “parli” attraverso il miagolio. Sembra, infatti, che i gatti abbiano una capacità innata di comunicare con noi, di farci intendere i loro bisogni e i loro desideri.

“Amore vuoi mangiare? hai fame?” No, non ci stiamo rivolgendo a nostro marito o alla nostra fidanzata, ma al nostro gatto che, con gli occhi dolci, ci guarda e ci indica le scatolette sul mobile in cucina. Oltre a farci capire attraverso lo sguardo ciò che vuole, il gatto emette magolii e sembra rispondere alle nostre domande. E’ davvero così?

A questa domanda risponde uno studio dell’esperta svedese di fonetica Suzanne Schötz. Questa donna è una ricercatrice dell’Università di Lund, nonchè proprietaria di tre gatti.

La sua ricerca si sta conducendo nella zona di Lund, in Svezia meridionale, e in quella di Stoccolma, su un campione numeroso di umani e il loro gatti.

Questa ricerca ha messo già in evidenza che i gatti miagolano solo con gli umani e non con gli altri della loro stessa specie. Ciò vuol dire che effettivamente i gatti “parlano” con noi e ci comunicano con i loro “miao” le loro intenzionalità.

Inoltre è emerso che ogni coppia umano\gatto elabora un proprio pidgin: un idioma fatto di diversi linguaggi per comunicare meglio tra di loro. Si sta ancora cercando di capire se il pidgin varia in base alla zona geografica o alla diade uomo\gatto.

Ciò che conta è che davvero i gatti riescono a comunicare con noi, che capiscono ciò che gli comunichiamo e che noi, empaticamente, capiamo quello che loro a loro volta vogliono dirci.

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